Uscendo dall’auto comprese tutta l’atrocità della vita, tra quelle lamiere barocche ci sarebbero dovuti essere scampoli del suo «io», e invece, eccolo, alle cinque del mattino, pronto a sganciare trenta euro di mancia “pretesa” al tipo del carro attrezzi, oltre ai 120 fatturati: Totale 150.
La corteccia dell’albero che gli si era schiantato addosso tra qualche anno rimarginerà, il dolore diffuso che avverte stasera, tra pochi giorni.
Carlo esitava, mentre le calze stavano a mollo nel catino. Le dita di lui carezzavano il corpo di lei. I suoi occhi da paranoico esprimevano passione e doppiezza. L’inaffidabilità incarnata. Era ossessionato dai suoi umori, dai suoi seni, dal suo culo. Li strizzava, seguiva le curve confrontandole con qualcosa di più plausibile. Non avendo termini di paragone, se non le autostrade, le vie, i varchi e i sentieri: per lui, era l’amore.
Un bozzo sulla testa, un luccichio di cristallo infranto sulla fronte.
E le lamiere, divelte, contorte, che mettevano a nudo tubi, condotti, ingranaggi.
Una visione pornografica, oscena. Il punto limite, oltre il quale rimangono solo atomi e molecole, cose che non gli appartengono.
Un cadavere putrefatto ha per Carlo la stessa valenza di una gang bang. Si tira una sega e prosegue coi suoi pensieri.
L’esasperazione della nudità è la fine del tutto. Non resta altro che sborrare.
Stamattina fissava le lamiere, con la luce del giorno non avevano perso il loro fascino, tuttaltro, l’anatomia luccicava, invitante, sotto i raggi del sole. Il cazzo gli ridiventava duro.
Uno zoom di qualche anno, un close up, un primissimo piano del dettaglio osceno, il sapere che comunque e dovunque, in ogni circostanza, i sogni di due individui non coincidono mai. E a maggior ragione i bisogni che sfruttano i sogni.
Mettersi sulla strada di Carlo è pericoloso. Il suo senso della vita, dell’amore, del sesso, e dei bigattini, coincidono. La demolizione dell’auto, l’autodistruzione, sono inevitabili.
Confidando negli ecoincentivi statali per la rottamazione, Carlo vi porge i suoi più cordiali saluti.