keywords - un mondo disegnato con le dita
 
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25/11/2006
Pornografia

Uscendo dall’auto comprese tutta l’atrocità della vita, tra quelle lamiere barocche ci sarebbero dovuti essere scampoli del suo «io», e invece, eccolo, alle cinque del mattino, pronto a sganciare trenta euro di mancia “pretesa” al tipo del carro attrezzi, oltre ai 120 fatturati: Totale 150.
La corteccia dell’albero che gli si era schiantato addosso tra qualche anno rimarginerà, il dolore diffuso che avverte stasera, tra pochi giorni.
Carlo esitava, mentre le calze stavano a mollo nel catino. Le dita di lui carezzavano il corpo di lei. I suoi occhi da paranoico esprimevano passione e doppiezza. L’inaffidabilità incarnata. Era ossessionato dai suoi umori, dai suoi seni, dal suo culo. Li strizzava, seguiva le curve confrontandole con qualcosa di più plausibile. Non avendo termini di paragone, se non le autostrade, le vie, i varchi e i sentieri: per lui, era l’amore.
Un bozzo sulla testa, un luccichio di cristallo infranto sulla fronte.
E le lamiere, divelte, contorte, che mettevano a nudo tubi, condotti, ingranaggi.
Una visione pornografica, oscena. Il punto limite, oltre il quale rimangono solo atomi e molecole, cose che non gli appartengono.
Un cadavere putrefatto ha per Carlo la stessa valenza di una gang bang. Si tira una sega e prosegue coi suoi pensieri.
L’esasperazione della nudità è la fine del tutto. Non resta altro che sborrare.
Stamattina fissava le lamiere, con la luce del giorno non avevano perso il loro fascino, tuttaltro, l’anatomia luccicava, invitante, sotto i raggi del sole. Il cazzo gli ridiventava duro.
Uno zoom di qualche anno, un close up, un primissimo piano del dettaglio osceno, il sapere che comunque e dovunque, in ogni circostanza, i sogni di due individui non coincidono mai. E a maggior ragione i bisogni che sfruttano i sogni.
Mettersi sulla strada di Carlo è pericoloso. Il suo senso della vita, dell’amore, del sesso, e dei bigattini, coincidono. La demolizione dell’auto, l’autodistruzione, sono inevitabili.

Confidando negli ecoincentivi statali per la rottamazione, Carlo vi porge i suoi più cordiali saluti.

Postato da: keywords alle 20:12 | link | commenti (5)   

11/11/2006
Giusto per chiarire...

... non sono un tossico, non mi sono mai bucato, anche perché, probabilmente sarei esploso... o forse avrei fatto un piuffffffffffffffffffffffffffffffffffff volteggiando per la stanza.

Qualche canna, se capita, molto raramente...

Gli psicofarmaci, sì... quelli li prendo, ma più per essere trendy che per un effettivo bisogno.

In psicoanalisi non ci sono mai stato.

Sono un salutista dal lunedì al venerdì: verdurine, lattughine, ecc. ecc.

Insomma, una persona normale, come tante, mi piacciono le "marche", vesto Mulino Bianco, mangio Armani, odio i blog, non sopporto l'ipocrisia e le persone che si chiamano silvia, il mio colore preferito è l'azzurro, ma in genere vesto di nero...

Il resto è fantasia, ispirazione del momento. 

Un libro, una canzone.

Che colpa ne ho se gli artisti che mi colpiscono sono tutti drogati, alcolizzati e un po' morti? :tremorsmilies:

Mediamente sono felice.

Ritengo giusto che si sappia! :incazzatsmilies:

Postato da: keywords alle 08:56 | link | commenti (6)   

04/11/2006
Alla fine mi sono dovuto loggare...

Dichiaro ufficialmente chiuso il sabato mattina e do il via agli aperitivi....

Continuo a chiedermi, anche se forse la risposta la conosco, perché certe persone, certi amici, continuano a volermi "bene", malgrado io non faccia nulla per meritarmelo.

Non riespetto nessuno dei doveri convenzionali: auguri per festività o compleanni. Battesimi, funerali, ma soprattutto matrimoni, li evito come la peste... chiunque sia l'amico/a coinvolto.

Telefono solo se mi serve qualcosa, mentre se mi chiamano gli altri ed io non sono "ben disposto" taglio corto, talvolta in modo maleducato, anche se me ne rendo conto solo dopo...

Insomma, cosa spinge qualcuno/a a mantenere rapporti con me?

Ovviamente la maggior parte scappa. Ma una minoranza, probabilmente masochista, continua, imperterrita a "volermi bene".

Questo sabato ho tirato l'ennesimo "bidone" (non ricordo se la bidonata in questione conosce questo blog, vabbè...) eppure, la bidonata ha rimandato cena e tutto solo per causa mia...

... io mi sarei mandato a cagare da un pezzo... boh...

masochismo, non c'è dubbio.

Non ho molto altro da offrire, se non far soffrire, credo.

Postato da: keywords alle 13:23 | link | commenti (3)