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23/06/2006
Orazione

Un tocco di labbra che si muovono leggere per cercare il giusto contatto, è dolcissimo, forse il più dolce che ti abbia mai dato, poi senti la lingua che piano arriva, tutto sta durando una frazione di secondo, le tue labbra ora insistono, ti vedi già fra le sue gambe, la rivedi prenderti fino in fondo con un unico sospiro, un sospiro come quello di adesso, ecco perché ci pensi, immagini che vorticosamente ti trascinano, una carezza mescolata con sesso crudo, sperma sul suo seno e notti passate abbracciati...
e si stacca, era un contatto fugace, ma quanto basta per non dimenticarsene mai.

All'inizio arrivano rapidi ed inaspettati, lasciandoti senza fiato, supposto che tu ne abbia ancora, poi capisci perché lo fa, se lo toglie dalla bocca e da solo due o tre colpi secchi con la mano, secchi e rapidi neanche per tutta la sua lunghezza, per farlo diventare ancora più duro e ricominciare a tenerti in bocca, trasformandolo in un gesto necessario non per te, ma per il suo piacere.

Contemplo le mani mentre le muovi, vedo la bocca mentre parli con la gente, la mente si riempie d’immagini, le stesse mani che ora stanno scrivendo, lavorando, vivendo, le vedo strette intorno al mio cazzo, la bocca che mi assorbiva ora sta parlando, vedo le dita stringere quella bottiglia come stringevi me...
...vorrei sfiorare, vorrei con quel contatto di nuovo quelle sensazioni, vorrei di nuovo vedere lo sperma sul tuo corpo, l'umiliazione mescolata alla gioia di esserci riuscita.

Una muta preghiera, la sua schiena nuda che mi offre adesso, immobile ai miei piedi, sensibile alla mia indifferenza, scossa da brividi che non sono di freddo. Sto sentendo i suoi pensieri, sogni che non ha più, vuole solo compiacermi, farò tutto, sento, rotolarmi nel melma dell'umiliazione, farmi deridere dalla bocca di chi vorrai, farò tutto, affinché tu ti prenda cura di me.

Basta, ti prego, non me lo dirà più, ha imparato solo a sopportare, sopportare le oscenità con le quali la definisco, puttana, cagna, troia. Ogni parola la sferza più di una cinghiata, la sento contrarsi sulle mie parole, la sento contrarsi sul mio cazzo, che la tiene immobile contro il divano, deve capire, deve sapere cosa è, cosa vedo quando mugola e guaisce, cosa significa essere sempre gonfia e bagnata, la troia che diventa quando il suo animale urla, con gli occhi accesi e schiumante di voglia, la puttana che ad ogni spinta sembra morire, la cagna disposta a tutto, ma non con tutti, con tutti fiera e mai domata, solo orgogliosa dei miei insulti.

Postato da: keywords alle 08:54 | link | commenti (6)   

18/06/2006
Il fischio del treno

Discoteca: era una vita che non c’andavi. Tre, sei, otto drink (molto poco pop). Sfregamenti scanditi da un dj.
Guardi i corpi ondeggiare e li trovi tutti eccitanti.
Pure la cicciona bisbetica, che di giorno non avresti degnato di uno sguardo, ha un suo “perché”. Poi pensi che alla fine ti stancano tutte. Ovvio che una cicciona bisbetica stanca più in fretta di un’umile bionda, ma è complicato trovare un’umile bionda in questa vasta discoteca.
Forse la bellezza è solo un palliativo, perché contro la noia e lo sciocco passare delle ore non c’è rimedio che tenga. Quando ne hai abbastanza di dialoghi tra sordi, tanto la bionda che la palla di lardo possono andarsene affanculo. Un uomo ha bisogno di porzioni di solitudine, magari solo per grattarsi le palle. Qualcuno che ti alita H24 manderebbe al manicomio chiunque. Forse solo i membri di certe sette, tipo i professori di storia, gli ingegneri, possono passare la vita in balia di un altro mammifero. Loro sono impermeabili alla noia, e quindi al di là di ogni senso comune.
Ovviamente anche la solitudine stanca. Stare soli più del previsto può essere deleterio quanto sposare la donna sbagliata, ma… quale donna non è quella sbagliata?
La solitudine, invece, non presenta sorprese.
Tuttavia una donna dolce, che pulisce le persiane, che ti succhia l’uccello. Tuttavia una donna tenera, sdraiata sul divano mentre legge Vanity Fair. Tuttavia una donna calda, non grassa, che odia accendere la Tv la domenica. Tuttavia una donna di poche parole, che ti mette la piccola mano sul petto nel cuore della notte…. Tuttavia…
A volte uno ottiene ciò che vuole, ma perlopiù la vita è una lastra di ghiaccio su cui scivoliamo come pinguini ubriachi. Ci sono quelli che ottengono quello che non avrebbero mai immaginato, finendo in una pozza piena di acciughe. La cosa micidiale è quando ottieni esattamente ciò che avevi desiderato. Quelli che fanno un solo boccone delle opportunità che si presentano non tardano a capire che un vero uomo si misura in base alle opportunità che è riuscito a schivare.
Dietro ogni opportunità c’è un treno che arriva di corsa, ed una mano sconosciuta pronta a spingerti sui binari: SPLASHHHH…
Tutto qui?
E nessuno saprà chi eri, né se hai sentito qualcosa nel tuo ultimo istante.
Nessuno quando schiaccia uno scarafaggio, o spreme un’arancia, pensa a cosa sente lo scarafaggio o l’arancia. Nessuno, quando si trova nei cessi di una discoteca, mentre eiacula in una bocca sconosciuta pensa al futuro, o al fatto che quell’apparato orofaringeo sia proprietà di una cicciona bisbetica…

Intanto senti il fischio del treno… e già sai…

Postato da: keywords alle 12:07 | link | commenti    

15/06/2006

Il giorno in cui ho fatto gli esami di licenza elementare avevo la febbre.

Sono tornato a casa e l'ho annotato sul mio diario, lo stesso diario dove ho annotato la mia prima fuga in bici.

Poi dovevo aver fatto cadere in terra qualcosa di appiccicoso e ho cominciato una lunga lotta contro l'appiccicume, uscendone sconfitto.

Allora ho fatto una supermistura di tutto ciò che di chimico c'era in casa (anche il muriatico, che mamma si arrabbia se sa che ci ho messo il muriatico), ma poi è arrivata a trovarmi la nonna allora ho messo il supermix in una bottiglietta e l'ho nascosto dietro la colonna del lavandino e l'ho dimenticata.

Poi ho cambiato casa, ma secondo i miei indizi potrebbe essere ancora lì.

Un altro giorno ho fatto una supermistura che è esplosa e papà mi ha spiegato che il carbonato di sodio reagisce con gli acidi (tipo il muriatico, ma a lui ho detto che avevo messo il limone) e sviluppa gas e allora se il metto tutto nella bottiglia del latte e la chiudo bene bene con il tappo di latta, poi il tappo esplode.

Da allora in ogni mistura c'era sempre bicarbonato e muriatico, faceva un mucchio di schiuma tossica, ma io ero bravo e non ci mettevo le mani dentro.

Una volta ci ho lavato l’orso di peluche giallo, perchè giocavo che c'era uno scienziato pazzo che voleva uccidere tutti gli orsi (lo scienziato pazzo era il pinocchio di legno che faceva sempre il cattivo) e l’orso è uscito senza occhi e senza bocca e con i peli sbruciacchiati. Da allora lui è diventato un indovino e stava sempre in una stanza al buio a fare le profezie e aiutava big-gim e gli altri orsi a trovare i cattivi.

Poi è esploso il trenino e mamma non mi ha più fatto usare la corrente elettrica senza supervisione di un adulto e allora ho passato il resto dell'infanzia a cercare il modo di fabbricare la corrente.

L'unica cosa che sono riuscito a fare è una supermistura che quando la tocchi hai freddo.

Poi sono successe un sacco di cose...

Mancano delle pagine a quel diario, perchè le ho strappate e poi le ho scordate, ma il resto c'è tutto.

Finisce con un basta.
Una resa incondizionata, il 28 maggio del 1987.

Postato da: keywords alle 13:39 | link | commenti (8)