keywords - un mondo disegnato con le dita
 
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30/01/2006
ciao frà

Ho i denti piantati nel labbro inferiore arido, mentre penso a te in quella stanza vuota. Effettivamente ho spesso i denti ficcati in questo modo nel labbro; quando inizio a staccarli sento la carne che fa resistenza e non lascia allontanare quei cunei di pensiero, consumato da occhi sciolti nel nulla.

Stanotte ho visto qualcosa da interpretare, raccontare e di cui parlare.

In una grossa stanza bianca ed asettica c’è una donna nuda. Ha il naso attaccato al pube e la vagina ben centrata, proprio sotto gli occhi. Se avesse le mutande non riuscirebbe respirare o sentire gli odori. Perché il suo naso funziona. Invece la vagina, lontana dalla peculiare idraulica delle ovaie, pur avendo conformazioni consuete, mima soltanto un «ciao Frà» di sfiato renale. Rigagnoli le illuminano il viso di una densa luce ambrata.

Mi hanno detto che l’interno del suo corpo è un intreccio di boulevard e slarghi sconnessi, un'intera opera di ingegneria studiata da quell’infamità chiamata Natura. E la chiave di quello snodo di organi e condutture è la semplice inversione di naso e vagina. Tuttavia la Natura Puttana ha tralasciato qualche dettaglio, e la donna nuda che ho di fronte non si riprodurrà mai.

Mi guarda come fossi un pavimento e non si muove mentre mescolo la minestrina nel piatto.
Le allungo il cucchiaio e allora balza: me lo strappa di mano e mi fissa come se fossi un muro. So mescolare la minestra da sola, pare che dica.
E so mangiare, dice il suo corpo contorto, mentre si porta il cibo alla bocca. Resto semplicemente lì, a guardarla mentre mangia. Fino a che non ha finito tutto.

Sorrido, le allargo le grandi labbra e la bacio.

Postato da: keywords alle 19:42 | link | commenti (4)   

27/01/2006
pollo con patate

Sicuramente Jung non condividerebbe questa scelta. Direbbe: «Lavora su te stesso e cambia ciò che non ti piace, non sperare che, stravolgendo il “contorno” della tua vita, la portata principale muti da sola».
Lo immagino nitidamente, con quel suo ditone, mentre mi redarguisce.
Io però sono convinto che al pollo con patate, precederà una lasagna, oppure delle porcinose tagliatelle ai funghi; non un cheeseburger o degli spaghetti con vongole. Non sarebbe nella natura delle cose.
Dr. Jung, io dico che a volte si possono muovere delle cose pesanti semplicemente spostandone altre più leggere, togliendo i punti d’appoggio, buttando giù i puntelli.
Io, caro Jung, sebbene ti stimi e pur rispettando il tuo parere, sto per sciogliere gli ormeggi, slegare tutti nodi, eliminare gli appoggi.
Alla fine qualcosa cambierà: meglio la deriva, piuttosto che un’immobile non-vita.

Postato da: keywords alle 17:19 | link | commenti (6)   

emulatori

Mi chiedevo che senso potesse avere essere “preso a modello”, imitato, emulato, ripetuto, negli atteggiamenti esteriori. Evidentemente c’è un errore palese di comunicazione. Quello che gli altri vedono non è reale. Perché altrimenti fuggirebbero, cercherebbero altrove il mentore delle loro vite.
Ad ogni modo l’immagine che ho messo sul template non mi si addice, spero che nessuno la plagi. Anzi, ne approfitto per lanciare un appello, se qualcuno avesse la vecchia gif, quella coi grattacieli, nella cache del suo computer, non esiti a mandarmela.

Postato da: keywords alle 09:36 | link | commenti    

25/01/2006
salato

Stamattina mi sono svegliato leccando una lacrima che aveva deciso di tagliarmi il volto. Mi capita, abitualmente direi, di svegliarmi con uno stato d'animo ben definito, di solito senza sfumature di grigio: o angosciato o euforico.
Paradiso o inferno insomma, ché il purgatorio per me non esiste, come le mezze stagioni.
Mi sono chiesto varie volte quale potesse essere la mia definizione di felicità, senza darmi risposte valide.
Credo che la felicità sia la mancanza di pensiero: quei rarissimi frammenti spazio-temporali in cui sono. Quando sono fatto solo d’epidermide e terminazioni nervose ed emozioni e pelle d'oca e peli ritti per i fremiti lungo la schiena, o sorrisi inattesi, o grumo caldo nello stomaco, fuochi fatui traditori sul volto o ancora liquido tiepido che smuove dentro, scivolando dalla gola fino alla pancia o viceversa, e poi battiti accelerati e discontinui. Ecco, in questi momenti, forse, sono felice.
Stamattina, mentre assaporavo il salato, è spuntato un «ti amo», per un solo singolo attimo ho potuto credere e sentire, senza domande e senza risposte, ché le prime erano svanite e le seconde inutili. Forse posso riprendermi quello che mi è stato rubato, si tratta solo di capire dov'è il bottino, il ladro non conta.

Postato da: keywords alle 14:28 | link | commenti (8)