Che poi, io mi sono tirato fuori dai giochi apposta. Una forma di sensibilità e rispetto nei confronti di chi ha già troppi casini a cui dar retta. Alla fine sono anni che non compro un biglietto della lotteria, che non gioco a totocalcio, che non faccio scommesse, evito accuratamente anche i gratta e vinci. E, se la marca di detersivo che uso decide di fare un concorso a premi, preferisco cambiare prodotto.
Ecco, io penso di essermi comportato bene e di non averti mai rotto il cazzo con richieste assurde: «Voglio, voglio, voglio… Io, io, io»…
…però non dico assai,
ma una botta di culo accidentale,
ogni tanto… no?
Siete pregati di lasciare un messaggio.
.... a chiunque.
p.s. soprattutto a me, che mi sento solo e sono ammalato... 
Immaginate un grattacielo che si gira su se stesso come se fosse uno dei solidi tipici nei programmi 3d.
Questo grattacielo pigramente rotante, ad un certo punto, si ferma rovesciato.
Si ferma e si apre come se fosse un'immensa banana meccanica o, in alternativa, la stazione di servizio delle micro-machines.
Ora, se avete seguito attentamente le mie istruzioni, state immaginando un grattacielo capovolto e aperto su quattro lati: ebbene, da questi quattro lati si dipanano infinite e microscopiche rampe colorate, che si annodano e si arrotolano una con l'altra.
Fissate lo sguardo, osservate con più attenzione, e vi accorgete che non sono rampe, ma scivoli di un parco acquatico. Frammisti agli scivoli, inoltre, distinguete attentamente anche torri e trampolini altissimi.
Tutta questa immane costruzione, infinitamente piccola, brulica.
Brulica perché e strafittamente popolata di minuscoli omini in costume che scivolano, corrono, si schizzano, si tuffano, piangono perché vogliono il gelato.
Poi sentite una musica, forte, troppo forte per provenire dal grattacielo capovolto.
Vi girate di scatto ed un fantasma suona un piano jazz: in quel momento avete la consapevolezza che quel fantasma è nato nel vostro stesso giorno.
"Il violoncellista si girò verso il cane, mosse e piegò il corpo finché si ritrovò con il capo a un palmo dalla testa dell'animale, e così rimasero, a guardarsi, parlandosi senza bisogno di parole, A ben pensarci, non ho la minima idea di chi tu sia, ma questo non conta, ciò che importa è che ci vogliamo bene. "
José Saramago, "Le intermittenze della morte"