keywords - un mondo disegnato con le dita
 
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24/06/2005
Lunghezze d'onda

Nella vita di un uomo c'è sempre una donna del mistero che si ferma poche ore e poi svanisce nel trama della vita, mai la sua. C'è sempre un gioco e qualcuno che bara. Un destino che è più furbo di tutti e riserva a se stesso l'ultimo inganno. C'è un eroe senza gloria, quello che fa la cosa giusta e in silenzio, che le cose giuste non hanno bisogno di essere annunciate.

Ci sono ancora racconti che assomigliano a sogni e un do ut des in cui a tratti la fortuna rimane nelle mani di uno soltanto, ché è un tipo che osa e viene premiato perché rompe tutti gli schemi, a patto che non ne sia consapevole.

Lo so. C'è stato un errore di sistema. Non era voluto, come del resto tutti gli errori di programmazione. Non c'è modo di tornare indietro e dire cose diverse, guardare con altri occhi, vivere di nuovo senza dipendenza o condizionamenti. Il danno resta. E' un buco nel cuore da cui fuggono tutti i pensieri che ho in comune con te.

Ora apri le porte di notte, entri senza annunciarti in una casa che riconosco come mia solo quando sogno, e hai i capelli lunghi e bagnati. A volte vieni solo per lavarti.
Hai capito bene: giri il rubinetto della doccia e stai lì, semplicemente, sotto il getto dell'acqua, in silenzio. Quando mi sveglio scrivo messaggi insensati. Tu non rispondi, perché io stesso ho smarrito il codice con cui parlarti e, quando me ne accorgo, sono io che resto in silenzio.

Altre, invece, vieni nel mio letto. Ti sdrai accanto a me, girata di schiena. Sento la vibrazione del tuo respiro nella stanza e mi sembra perfettamente normale che tu sia venuta soltanto per dormire.
Sono contento così.

Ho solo pensato, se dovessi passare anch'io di notte dalle tue parti, che devi lasciarmi la porta aperta. Con le serrature sono un disastro.

Ora che leggi queste righe, pavoni di me, ricorda che la ruota della coda è la tua: paravento tra noi ed il resto del mondo, scudo, oppure fischio ad ultrasuoni in quella lunghezza d'onda nostra personale.

Postato da: keywords alle 20:22 | link | commenti (12)   

Sorridi

Ogni mattina, ore 6.30, puntuale come un orologio, suona la sveglia.
Lentamente, lascio scivolare in alto le palpebre. Una luce accecante mi trafigge gli occhi.

Con fatica metto a fuoco.

Attorno al mio letto: cameraman, riflettori, operai, manovali e affini, uno studio televisivo al completo. C’è pure una specie di Pippo Baudo che con fare sorridoso mi osserva compiaciuto.
Il simil-baudo, un tipo alla mano, ed il microfono nell’altra, s’avvicina al letto e mi dice:
«sorridi, sei su candid camera».

Essì. Come avevo fatto a non capirlo?

Non c’erano altre spiegazioni. Per forza. Certo. Così il puzzle improbabile prende forma.
Così quello che non avevo mai accettato diventa logico.
Mesi di seghe mentali, ipotesi psicologiche, tutta energia sprecata.
Uno sceneggiatore pazzo ed un regista psicopatico, hanno manovrato un pezzo della mia vita.

«Sorridi, sei su candid camera».

Magari vinco pure un bel po’ d’euro come coglione dell’anno.

Amici, la defilippi non me la leva nessuno.

Postato da: keywords alle 19:03 | link | commenti    

19/06/2005
dissimulazione onesta

La dissimulazione è l’arte di non far veder le cose come sono. Ben diversa dalla simulazione: Si simula quello che non è, si dissimula quello che è.
A parlare di ciò fu un napoletano del settecento, Torquato Accetto, che si dilungò in un trattato mastodontico, elogio di quest’aspetto della menzogna.
In realtà il trattato stesso fu un esempio di dissimulazione, la verità che voleva trasmettere c’entrava nulla con l’argomento apparente, era nascosta tra le parole.
Ad ogni modo a me interessa la dissimulazione (onesta). Secondo Torquato Accetto, la verità è una cosa bellissima, però non sempre è comprensibile a tutti, quindi, piuttosto che lasciarla denaturare da menti non adatte, meglio dissimularla.
L'idea che la «verità» debba essere riservata a pochi, che abbia cioè una dimensione esoterica, massonica, non è altro che quella disposizione naturale a fingere per fuggire le infelicità dell'esistenza e vivere, così, placidamente e senza problemi, alla don Abbondio.
L’uomo dissimula con se stesso pur di non soffrire. Lo sanno bene gli psicologi che interpretano le dissimulazioni per sbattere in faccia la taumaturgica verità. Alla fine, perché non prenderne semplicemente atto che dissimulazione e verità sono lembi che si sovrappongono?, una volta scoperta la dissimulazione avremo appreso la verità.
Riconoscere e interpretare i simboli che proteggono la verità piuttosto che illudersi di trovarla nuda e cruda: questo, forse, è un buon proposito.

Postato da: keywords alle 11:36 | link | commenti (8)   

18/06/2005
anacardi

Conto che tu l’abbia notato, mi auguro che hai notato il rispetto scrupoloso dei miei ruoli, le mie sceneggiature campate per aria, piene di noccioli di albicocche e prugne o noccioline raffinate, anacardi, capolavori disidratati.
Io, io, io (TU)… invece è d'altro, è di me che ti parlo, non so o non sono capace, non voglio mai la stessa cosa: capire i lessici; così addiziono metafore le dispongo verticali l’una sull’altra e sto a vedere chi cancella per primo, chi s’allontana di più dalla verità; sono solo camere d’albergo. Nient’altro.
Alla fine resto qua con tutto un ambaradan di carenze, di proprietà private, cose mie, perché indietro non si torna è impossibile per non parlar del futuro, c’è solo qualche futile direzione, un po’ di bivi. Nient’altro.

Postato da: keywords alle 06:06 | link | commenti (6)