keywords - un mondo disegnato con le dita
 
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29/03/2005
Zeffirelli

a parità d’incomprensioni ci si capisce meglio in una nazione straniera dove personalmente sono meno angosciabile e a mia volta finto. risveglio in lei certe sensazioni fondamentali che in una stanza familiare servirebbero a tutt'altro, come per esempio la voglia di non sapere cosa si andrà a guardare prima di spalancare una finestra o lo stimolo insopprimibile di allungare il braccio con un movimento improvviso per calcolare in umori e gemiti la distanza che ci separa dal posacenere dell’albergo, pensione, motel.
d'altra parte mi distraggo se il tipo che ci porta la colazione somiglia a zeffirelli.

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28/03/2005
Andata e ritorno

passo gli occhi sul suo sguardo a sostenerlo un passo dietro l’altro niente sorpassi la prudenza le cinture allacciate cantare mimando il labiale e i pensieri la musica a tuttovolume nessuno che nota le note i fuoritono i fuorimano i fuorigioco con le dita aspettando un intreccio mentre scala la marcia e cambio: prima seconda terza: contatto. le mani da bambina piccola le immagino mentre m’impugnano. e ci troviamo con la testa tra le nuvole e non è una metafora ma davvero. In fondo il mare e noi nel cielo e non è una cosa melensa ma i freddi fatti. attendo il segnale un led che mi avvisi mi dica mi dia: il via la via da percorrere correre con gli occhi sul suo sguardo a sostenerlo un passo dietro l’altro niente sorpassi, la testa tra le nuvole e il mancante alle spalle: andata e ritorno.

Postato da: keywords alle 19:07 | link | commenti (4)   

Filamenti densi

mi esorta e non sa perché: sa distinguere fra fluidi d'ogni tipo densi scorrevoli che li vuole in bocca vuole anche la saliva il bagnato lo sputo la fase orale che coli qualche cosa che qualunque cosa sbrodoli fino al suo collo ai piedi che ci arrivi inumidendo sporcando vuole incollare appiccicare quindi le apro le gambe la fotto con molte lacrime le tiro i capelli mi mastica le tengo la testa giù le tengo ferma la testa con le dita l'abbraccio qualche mio frammento sotto le sue unghie delle spalle: le mie spalle e la fine lei gronda e piove vuole: succhia succhia come pesci rossi tutto ciò che dalle bocche si sradica i filamenti densi le salive fini il colpo le lingue soffiate i pezzi i resti le ripartizioni di cui sopra il tenero e il duro il tutto caldo la salita: il graffio la caduta lo stretto la strettoia insiste con la bocca a tenerla aperta stacco e appiccico il palato il corpo incessante il morso in una partenza lontana dal basso verso l'alto dal sotto in su e in tutta la cavità il salato cresce il sole il mare ingrossa ciò che deve arrivare il coagulo rosso d'un intreccio tutto sciolto per terra e anche un po' sul letto poi la schiaccio ancora orizzontalmente mi faccio suo e lei «ho fame» ma a causa mia rimanda infine sparisce come avevo previsto ahimè allunga gli occhi

io nemmeno: «anche io» dico solo e pure «piango» poi finisco angoloso come sempre.

Postato da: keywords alle 16:58 | link | commenti (2)   

25/03/2005
Vi avviso che sevizio

Appiccico questo post-it sul frigo giallo per comunicarvi che alle 15.00 parto. Tornerò martedì.
Solo un paio di raccomandazioni: durante la mia assenza non invitate amichetti e non organizzate feste sul blog, ricordate di dar da mangiare al gatto e gettate la spazzatura ogni sera (dopo le 21.00).

Buona Pasqua a tutti. :-*

Postato da: keywords alle 09:10 | link | commenti (8)