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24/11/2007
La mia passione

l tuo corpo provocante, non perché lasci intravedere nudità, ma in quanto somma di elementi somatici, nulli, vuoti, spogli, senza forma, ma proprio per questo eccitanti, in quanto specchio delle mie brame represse.
La tua assenza diventa carne della mia carne. E il sangue vino (o viceversa) su quell’altare letto a memoria che ha declamato le nostre perversioni. Il mio desiderio di trascendere viene affossato, scivolando via via verso il consenso tuo che è passione. La tua cecità resta nel fatto del non sapere se desidero trascendere nel tuo corpo o banalmente usarlo. Gli inganni in amore sono possibili perché la mia carne è tutt’uno col suo desiderio e non ci sarebbe desiderio se a questo corpo tu non prestassi la tua carne.
Man mano che discendo nella passione il desiderio diventa complice, al mio corpo non basta più attendere la tua visione ma anche e soprattutto una prova della sua esistenza, come corpo desiderato da altri.

Postato da: keywords alle 08:48 | link | commenti (1)   

12/06/2007
Gratis, altrimenti m’incazzo!

La parola chiave più ricercata su internet non è “sesso”, come molti credono, ma “gratis”, accompagnata da una serie infinita di richieste più o meno assurde. Certo, il “sesso gratis” la fa da padrone, ma anche i “pompini gratis”, per non parlare dell’“amore gratis”, come se si potesse gratuitamente gestire un rapporto di coppia. Ma l’ingenuità di questo popolo che vive a sbafo non ha limiti, le “assicurazioni gratis”, credete non abbiano adepti?

Mi chiedo se questo comportamento non sia una cultura instillata da internet, dove davvero si riescono ad ottenere cose, apparentemente, senza spendere un euro.

Ma se questo modo di percepire la vita in regalo, senza nessuna contropartita, si dovesse instillare nelle menti più deboli? Cosa potrebbe accadere domani?

Rapine, violenza, stupri? No, davvero non esagero, hanno in comune quello di ottenere senza dare nulla in cambio.

E i rapporti interpersonali? Gli amici gratis, da poter utilizzare solo al momento del bisogno, un matrimonio senza contropartita, dove ognuno esige la sua parte di felicità.

Passeggiando tra i rovi di questa visione surreale, dove ovviamente focalizzo solo un aspetto del globale, la società, arriverebbe alla sua fine, per dare vita all’individuo, il singolo in isolamento perenne, fino al momento di dover “rubare” ad un altro solo, un semplice oggetto, come lui.

Ed io? Con un revolver alla mano, entrerei nel primo supermercato, sguardo inespressivo piantato sulla cassiera, il membro che pulsa dal desiderio: «Caccia fuori tutta la felicità. Altrimenti m’incazzo!»

Postato da: keywords alle 05:24 | link | commenti (12)   

10/01/2007
Se lo sapevo che finiva così…

Se la realtà è il migliore dei mondi possibile e il sogno è più piacevole della realtà, significa che la realtà è una schifezza, ma se poi il sogno si trasforma in incubo e nani coi falli ipertrofici e denti aguzzi t’inseguono per ficcartelo in culo, e se il coso…  aspetta...com'era il primo...il piccolo coso Bianco?
 
il piccolo...mugnaio bianco
 
Il piccolo mugnaio bianco era un omino bianco che pensava sempre a Clementina, quella cicciona
 
Clementina del mio cuor, mi sposerai...trallalalal (Cantato)
 
(e poi c'era i Popples, però devi cercarlo con google perchè secondo me non erano loro)
 
I Popple erano quelli che gli infilavi una mano nel culo e li rivoltavi come un pedalino...e poi avevano i ciuffi colorati e venivano tipo sacchetto con il ciuffo sopra
 
si si google dice popples
 
e poi Poochie pucci, insomma
 
Poochie o Puuchieeee, puci puci pouci è cose vere
 
(e i timbrini, sono fondamentali...dai...quelli che tutti i bambini andavano in giro a timbrare il mondo)
 
Ahhhil RockFeller di fantasticooo
 
(e chi era Pippo Baudo....no era uno con un nome spagnolo...si, no, non il ventriloquo...il presentatore era uno vecchio tipo Pippo quello americano cattivo)
 
e poi Cristina Moffa, ma quella non la so trovare...
 
Ora c'è una disquisizione: il coso brutto di plastica duro, di carnagione marrone e con il ciuffo peloso colorato...quello col nasone che sembrava un troll...quello...ce l'aveva un nome? cazzo, tutti hanno un nome, lui ce l'aveva e tu sei una mazza e non te lo ricordi.
 
Ippotommaso! Il dramma dei bambini che si chiamavano tommaso
 
Aveva sempre un uccello in bocca che gli mangiava le carie...si si...no, non le carie, le cose nei denti
 
(cantato) Ippotommaso, se tu ci fai caso, possiede...bah
 
il terzo di bim bum bam, quello con Licia Colò e Paolo Bonolis...chi era? che fine ha fatto?
 
Teresa Orlowsky...è la prima pornostar di cui sono venuto a conoscenza... adesso c’avrà 70 anni…
 
Il Chopper della banda dei cattivi che diceva sempre «te l'avevo detto io, te l'avevo detto»...dai dai...la sapete
 
E poi c’era Mariarosa, quella brava… massì…
(cantato) brava brava Mariarosa, ogni cosa sai far tu…
 
Ecco, me la sarei sposata da bimbo… ma ora… una che usa il lievito Bertolini, non la guardo manco di striscio…
 
Poi ho scoperto che i Righeira non erano davvero fratelli...non posso continuare, adesso
 
Insomma, che vita di merda.
 
Se lo sapevo che finiva così…

Postato da: barazzi alle 20:00 | link | commenti (14)   

22/12/2006
Sono Posseduto...

... da questo Spirito Natalizio, cazzo mi sta fottendo di brutto.

Le e-mail degli ex-colleghi, mi stanno facendo scendere le lacrimucce...........

.... uhhhhhhhhhhhh MMMMMerdaaaaaaaaaaaaaa... sto lacrimando perché c'è la pappa sotto il forno che brucia!!! E' il FUMO!

Postato da: barazzi alle 11:04 | link | commenti (6)   

16/12/2006
Impavido

stanotte sono entrati dei ladri nel mio giardino. Per puro culo m'ero alzato per pisciare... ho sentito dei rumori, ho acceso le luci e ho visto 3 di loro scavalcare le inferriate e, in 3 secondi, breng breng breng, tre portiere chiudersi.

Sono uscito, solo, disarmato, impavido... per controllare (rincoglionito, ora che ci penso).

Rientro in casa. Niente più luce.

ATTENTATO!!!!

Invece no, m'ero dimenticato che se accendo le luci in giardino dopo la pioggia c'è un corto circuito. Per cui, spengo le luci....

evvabbè, c'ho avuto una nottata movimentata... non so se andare a dormire o al centro commerciale, che tra l'altro apre alle 9.... uhm....

voi lettori metaforici di blog, non servite ad un cazzo... non ci siete mai quando servite...

socialmente molto meglio i forum!

Postato da: keywords alle 07:32 | link | commenti (5)   

mi metterei a ridere se non dovessi piangere...

La tragicomicità di certe situazioni della vita viene percepita come tale solo dallo spettatore. E’ difficile che l’interprete senta oltre l’aspetto tragico.

Ma, di tanto in tanto, capita un momento di lucida follia e allora cominci a ridere, a crepapelle, come un matto, di te stesso.

Postato da: keywords alle 05:45 | link | commenti (1)   

08/12/2006
Signora mia, bella cosa la spontaneitĂ !

Talvolta ci dimentichiamo delle meraviglie straordinarie della nostra era.

Un tempo per dire un epistolico «ti amo» alla tua cara passavano ore, giorni, settimane.

Dipendeva dalla distanza, dai cavalli, dalle carrozze.

Stanotte, per far sapere a 20 persone che sono un coglione, mi è bastato inviare un sms multiplo.

Dovevo nascere nell’800, avrei riscosso certamente maggior successo. E nessuno avrebbe mai saputo che nel mio intimo so essere coglione assai.

Certo, voi direte: “La spontaneità è una bella cosa…”, (l’avete detto???)

Vi rispondo: “dipende da quanto sapete simulare nella fase spontanea”.

Ma cazzo, con tutta ’sta tecnologia, perché non si sono inventati un pulsante “C’hai ripensato?” sul cellulare?

Uno stupido pulsantino del cazzo per distruggere in maniera definitiva quello che l’impulso ha digitato? Se proprio non trovano spazio lo possono mettere al posto della bussola (a chi cazzo serve una bussola su un cellulare o un orologio? Qualcuno vi ha mai dato un appuntamento dicendo ci vediamo 30° a Nord dall’edicola di via Manzoni?).

Postato da: keywords alle 08:52 | link | commenti (5)   

03/12/2006
Anche col cane si fa così...

Tratto dal Manuale del seduttore:
http://www.stimolatore.com/psicologia/manuale-del-seduttore.html

Ecco la parola magica che ti farà avere un sacco di successo con le donne, e rimorchiare da pazzi. Funziona con ogni donna, ma più bella è la donna, più funziona meglio. La parola è: NO!
Esatto. No! La stessa parola che impedisce ad un cucciolo di pisciarti sul tappeto, impedirà ad una donna di tirarti merda.
Bisogna imparare a dir più spesso di no ad una donna quando c'è di mezzo un argomento importante, e comunque quando lo ritieni necessario.
Non importa quanto sia bella, o brava a letto, o comunque quanto meravigliosa sappia essere quando vuole; devi dimostrarti pronto a lasciarla in qualunque momento, qualora tu non possa trattare con lei senza perdere il rispetto per te stesso.
Ed il rispetto per se stessi, ragazzi, è fatto soprattutto dei no che hai il coraggio di dire. E' una questione di limiti che si pongono riguardo a ciò che è permesso, consentito o accettato.
Può suonare male detto così, ma questa è l'arma più forte che hai in mano per gestire il rapporto con una donna.
Quando una donna percepisce o sperimenta questo atteggiamento in te, sa di aver trovato qualcosa che ha sempre istintivamente cercato in un uomo, fin da quando ha scoperto di essere donna:

Un uomo che non può sperare di dominare.

Io non ci riesco, basta un pompino, e può succhiarmi tutti i "Sì" che vuole...

Postato da: keywords alle 09:59 | link | commenti (4)   

25/11/2006
Pornografia

Uscendo dall’auto comprese tutta l’atrocità della vita, tra quelle lamiere barocche ci sarebbero dovuti essere scampoli del suo «io», e invece, eccolo, alle cinque del mattino, pronto a sganciare trenta euro di mancia “pretesa” al tipo del carro attrezzi, oltre ai 120 fatturati: Totale 150.
La corteccia dell’albero che gli si era schiantato addosso tra qualche anno rimarginerà, il dolore diffuso che avverte stasera, tra pochi giorni.
Carlo esitava, mentre le calze stavano a mollo nel catino. Le dita di lui carezzavano il corpo di lei. I suoi occhi da paranoico esprimevano passione e doppiezza. L’inaffidabilità incarnata. Era ossessionato dai suoi umori, dai suoi seni, dal suo culo. Li strizzava, seguiva le curve confrontandole con qualcosa di più plausibile. Non avendo termini di paragone, se non le autostrade, le vie, i varchi e i sentieri: per lui, era l’amore.
Un bozzo sulla testa, un luccichio di cristallo infranto sulla fronte.
E le lamiere, divelte, contorte, che mettevano a nudo tubi, condotti, ingranaggi.
Una visione pornografica, oscena. Il punto limite, oltre il quale rimangono solo atomi e molecole, cose che non gli appartengono.
Un cadavere putrefatto ha per Carlo la stessa valenza di una gang bang. Si tira una sega e prosegue coi suoi pensieri.
L’esasperazione della nudità è la fine del tutto. Non resta altro che sborrare.
Stamattina fissava le lamiere, con la luce del giorno non avevano perso il loro fascino, tuttaltro, l’anatomia luccicava, invitante, sotto i raggi del sole. Il cazzo gli ridiventava duro.
Uno zoom di qualche anno, un close up, un primissimo piano del dettaglio osceno, il sapere che comunque e dovunque, in ogni circostanza, i sogni di due individui non coincidono mai. E a maggior ragione i bisogni che sfruttano i sogni.
Mettersi sulla strada di Carlo è pericoloso. Il suo senso della vita, dell’amore, del sesso, e dei bigattini, coincidono. La demolizione dell’auto, l’autodistruzione, sono inevitabili.

Confidando negli ecoincentivi statali per la rottamazione, Carlo vi porge i suoi più cordiali saluti.

Postato da: keywords alle 20:12 | link | commenti (5)   

11/11/2006
Giusto per chiarire...

... non sono un tossico, non mi sono mai bucato, anche perché, probabilmente sarei esploso... o forse avrei fatto un piuffffffffffffffffffffffffffffffffffff volteggiando per la stanza.

Qualche canna, se capita, molto raramente...

Gli psicofarmaci, sì... quelli li prendo, ma più per essere trendy che per un effettivo bisogno.

In psicoanalisi non ci sono mai stato.

Sono un salutista dal lunedì al venerdì: verdurine, lattughine, ecc. ecc.

Insomma, una persona normale, come tante, mi piacciono le "marche", vesto Mulino Bianco, mangio Armani, odio i blog, non sopporto l'ipocrisia e le persone che si chiamano silvia, il mio colore preferito è l'azzurro, ma in genere vesto di nero...

Il resto è fantasia, ispirazione del momento. 

Un libro, una canzone.

Che colpa ne ho se gli artisti che mi colpiscono sono tutti drogati, alcolizzati e un po' morti? :tremorsmilies:

Mediamente sono felice.

Ritengo giusto che si sappia! :incazzatsmilies:

Postato da: keywords alle 08:56 | link | commenti (6)